Seguo con passione le primarie che stanno avvenendo negli Stati Uniti (le uniche che possono essere chiamate tali, non come quelle pagliacciate che si fanno in Italia), Clinton vs Obama. Pur preferendo l’altra sponda politica, devo ammettere che lo scontro tra i due candidati democratici è davvero interessante; dopo aver perso le cosiddette “Potomac primaries” Hillary è in seria difficoltà, Obama ” got the momentum” e una sconfitta in Ohio e Texas le sarebbe fatale.
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Hillary si gioca tutto soprattutto in Texas, Stato molto grande, che come tale porta molti delegati, ma dovrà stare molto attenta a non fare la fine di Giuliani, che ha orientato tutta la sua campagna elettorale sulla Florida snobbando gli Stati più piccoli, commettendo un’errore che gli ha consegnato un ritiro anticipato dalla gara.
Nel frattempo, anche in Italia la situazione si sta facendo interessante: Berlusconi sta incontrando alcuni problemi a tenere a bada i suoi alleati storici e la strada verso la vittoria, se prima pareva spianata, adesso è sempre più ripida. Casini non accetta di fondere l’Udc nel neonato Pdl, così come ha fatto An e addirittura potrebbe presentarsi da solo all’”Election day” di Aprile; per Berlusconi potrebbero essere voti pesanti che verranno a mancare, in tempi d’incertezza come questi, l’elettore medio volge sempre il volto verso le placide acque del “centro” moderato e d’ispirazione cattolica, insomma non mi stupirei se il partite di Casini performasse in maniera ottime alle prossime elezioni. Vedremo. Di sicuro una situazione del genere potrebbe aiutare il Pd, da molti criticato per aver “snobbato” piccoli partiti come Radicali e Socialisti (i quali a livello storico hanno costituito un riferimento per molti appartenenti all’attuale Partito Democratico), ha scelto invece di allearsi con l’Italia dei Valori dello sgrammaticato Tonino Di Pietro. Dal punto di vista di strategia politica mi pare la scelta migliore. L’Idv, infatti, rappresenta l’animo giustizialista della politica italiana, a cui s’ispirano molti elettori vicini a personaggi come Beppe Grillo, il cui “movimento”, se così può essere definito, gode adesso di un enorme popolarità; insomma nella bilancia dei voti il “peso” Di Pietro è probabile che valga di più dei vari Bonino, Pannella e Boselli.